Targa d'oro, parola ai protagonisti: Piero Paletto
23/06/2020

Paletto, l’artista dell’accosto

Il fortissimo puntatore torinese, arrivato anche a disputare più finali iridate (nel 1978 l’Italia perse dalla Francia dopo oltre 7 ore di gioco), ha trionfato tre volte ad Alassio. Nel 1976 fece parte della quadretta vincente sino alla semifinale. Oltre alla strepitosa carriera sportiva, Piero ha ricevuto numerosi riconoscimenti a livello internazionale anche nel campo della pittura.

I suoi accosti erano autentiche pennellate, come quelle fissate sulle sue tele. In entrambi i casi Piero Paletto si è espresso da artista. Torinese, classe 1939, ha fatto parte della mitica armata della Pianelli Traversa, i cui colori ha vestito per 13 anni, raccogliendo 14 titoli italiani e 22 chiamate in nazionale. Nelle circa 400 vittorie ottenute in Italia e nel mondo, c’è posto anche per 3 edizioni della Targa d’oro. Ma su questo numero l’interessato non è del tutto d’accordo.

Uno spettacolare accosto di Piero Paletto

La quadretta vincitrice di due edizioni della Targa d’oro:
Paletto, Suini, Sturla, Andreoli

SAREBBERO QUATTRO – “In effetti – precisa – moralmente dovrebbero essere quattro. Nell’edizione del 1976 giocai sia il sabato che la domenica con Andreoli, Sturla e Suini, ma non potei disputare la finale, perchè si sarebbe protratta sino a tarda sera ed io ero stato convocato per un torneo internazionale. Al mio posto giocò Clerico. Si giocò ad Albenga, al coperto, a causa del maltempo“.  La prima volta di Paletto ad Alassio risale ai primi anni Sessanta. Non ricordo l’anno esatto – precisa Piero –, ma so per certo che ero di categoria “C” e mi aveva ingaggiato la SIS di Torino, nelle cui fila militava Beppe Carrera, dopo la mia trafila giovanile con la Madonna del Pilone. Di quel debutto alassino rammento che riuscimmo a disputare solo un paio di partite. Nel 1966 passai alla Pianelli Traversa. Dopo due anni venni promosso dalla “B” alla “A” ed inserito nella seconda squadra con Boaretto, Clerico, Chianale, Emanuelli. Iniziò così il periodo d’oro che durò per tredici stagioni, sino al 1978, quando si sciolse la società. Nei primi anni in cui la Pianelli dominava a livello nazionale e internazionale, potei togliermi le prime grosse soddisfazioni. Con Granaglia, Chianale e Clerico ci aggiudicammo la Targa del 1971. La finale fu piuttosto agevole. Se non sbaglio gli avversari fecero solo un paio di punti“.  

BIS E TRIS – Nel ’72 e ’73 Paletto fu costretto, si fa per dire, a disertare la gara di Alassio per il concomitante appuntamento internazionale di Dakar, in Senegal, dove ottenne un primo posto (con Andreoli, Benevene e Suini) ed un terzo (con Andreoli, Cavassa e Vay). Ma, puntuale, arrivò il successo alassino nel 1974. “La Pianelli – sottolinea Paletto – varò una nuova formazione, con il sottoscritto, Andreoli, Sturla e Suini, alla luce del passaggio di Granaglia alla Rivodorese. Una quadretta che per diversi anni dominò la scena boccistica. Centrammo subito l’obiettivo ad Alassio. Non fu facile perchè quando ti presenti come squadra da battere, gli avversari raddoppiano le forze. In finale affrontammo la quadretta genovese del mondiale Gaggero, insieme ai tradizionali soci Ghio, Longo e Notti. Il 1974 fu per me un anno particolare perchè debuttai al mondiale di Vals Les Bains. Purtroppo perdemmo la finale dalla Francia. Ad Alassio tornai nel ’76, sempre in compagnia di Andreoli, Sturla e Suini. Il tempo fu inclemente e gli incontri si prolungarono. Io dovetti rinunciare per un impegno assunto in precedenza, e mi sostituì in finale Clerico. La stagione successiva salimmo nuovamente in cattedra. Fu un percorso piuttosto tranquillo, tranne la finale, che ci fecero disputare alla vigilia di Pasqua. Avversaria la Lancia, con una quadretta niente male, composta da Granaglia, Lino Bruzzone, Macocco e Tamagno. Noi giocammo senza sbavature, mentre in alcune giocate loro non furono all’altezza delle riconosciute capacità“.

Paletto, ultimo a destra, con Granaglia, Andreoli e Sturla

Targa d’oro 1985: Franco Torrini (A.B. Alassina), il direttore di gara Mario Ottonello, Franco Negro, Gigi Zeppa, Beppe Tonietta, Beppe Andreoli, Franco Dallolmo, Piero Paletto, Manlio Priotto e Renato Baldo.

Paletto con il noto telecronista Bruno Pizzul e l’amico Dino Righetti.

NUOVE AVVENTURE – Nel 1978, dopo 15 anni di attività, il Gruppo Sportivo Pianelli Traversa abbandona l’arengo bocciofilo dopo una incredibile serie di successi (311 primi premi, 96 secondi e titoli a tutti i livelli che la faranno definire la squadra più forte di tutti i tempi), e i suoi magnifici atleti sono costretti a scegliere nuove destinazioni. Piero Paletto, dopo aver sfiorato il titolo mondiale a Macon, al termine di una finale contro la Francia di Cheviet, durata 7 ore e 18 minuti (un record assoluto) e aver realizzato la media di 60 bocce utili a punto, su 63,  passa ai Comunali di Alessandria e insieme a Suini, Notti e “Pinara” Bruzzone, perde la sua quarta finale ad Alassio.

“Siamo arrivati al match conclusivo – ricorda ancora Paletto – dopo una serie di incontri vinti alla grande. Nella sfida decisiva abbiamo trovato Berto Granaglia, nella circostanza capitano dell’Accorsi Tuttobocce, con Bragaglia, Selva e Andreoli. Quando eravamo ancora su un parziale negativo recuperabile, siamo incappati in una giocata tragica e Granaglia si è confermato il campione che era, effettuando due bocciate ferme che hanno prodotto sette punti e la vittoria. Dopo due anni il sodalizio alessandrino ha abbandonato la massima categoria ed io mi sono accasato alla Ciriacese. Si è trattato di un bel periodo in cui mi sono anche fregiato del titolo di società, e nel 1985 ho sfiorato nuovamente la conquista della Targa d’Oro. Con Priotto, Vay e Baroetto, ci siamo dapprima imposti alla Valeo Mondovì di Avetta. Loro avevano il dente avvelenato a causa della brutta sconfitta rimediata a Voltri nel Trofeo Città di Genova, ma non sono riusciti a prendersi la rivincita. In finale ci è toccato il Nizza di Andreoli, Dallolmo, Negro e Zeppa. Nonostante le bocciate di Priotto e i miei accosti, ci siamo dovuti arrendere ad un Andreoli strepitoso. Avrebbe colpito pure le mosche“.

M.T.

curriculum completo (a cura della redazione di Bocceinvolo.it)

Video di un’intervista a Piero Paletto in occasione del Mondiale Giovanile 2014, disputato a Chieri: https://www.youtube.com/watch?v=kUmATzu1XOU

L’ARTISTA PALETTO
(estratto da un sito web specializzato)

Piero Paletto, pittore figurativo la cui fama ha ormai travalicato i confini nazionali. Maestro d’Arte riconosciuto dalla «Scuola Nazionale di Storia dell’Arte G. Morandi» di Fídenza, vanta la partecipazione a svariate ed importanti rassegne nazionali ed internazionali, nel corso delle quali gli sono stati assegnati premi e riconoscimenti, oltre alla nomina a membro di molte Accademie.

Ospite del Principe Ranieri di Monaco per i propri meriti artistici e premiato dall’ex Presidente della Repubblica Francesco Cossiga, Piero Paletto ha esposto le sue opere anche in numerose mostre personali in Italia, Francia, Svizzera, Spagna e Croazia. I quadri di Piero Paletto sono presenti in collezioni italiane, francesi, spagnole, svizzere, belghe, croate, canadesi, argentine, brasiliane, australiane, lussemburghesi e sono stati recensiti da critici quali De Bono, NasWo, Giordano, Bottino, Oberti e da numerosi altri, mentre nella sua bibliografia sono presenti pubblicazioni su Comed, Bolaffi, Il Quadrato, Arte Italiana per il Mondo, Albo d’Oro di Montecarlo, Borsa d’Arte, L’Europeo, Nice Matin, Le Progres, Gazzetta del Popolo, La Stampa.

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