Targa d'oro, parola ai protagonisti: Mario Suini
27/04/2020

Non ho dubbi: “E’ la gara più bella”

Dieci trionfi ad Alassio, l’ultimo nel 2015 a 45 anni di distanza dal primo, per il campione ossolano Mario Suini

È sicuramente la gara più bella. Ha un fascino particolare. Io ne ho disputate tante, ma Alassio è unica. Ed è la più competitiva, perché non è facile giocare per due giorni di seguito in un contesto di oltre trecento formazioni“. Così esordisce Mario Suini, ossolano classe ’44, il fuoriclasse plurititolato ancora in attività e secondo, dietro ad Arrigo Caudera, nella hall of fame della Targa d’Oro, con ben dieci successi all’attivo.

CINQUANTINA – Ogni volta – prosegue SuperMario – è una emozione nuova. Avevo vent’anni quando ho disputato con la maglia della Fiat la mia prima Targa, e con quella dello scorso anno sono arrivato a una cinquantina. Al di là degli esiti finali, trovi sempre sensazioni nuove derivanti da episodi insiti nelle varie partite o dalle condizioni meteo; si è giocato con la pioggia, le raffiche di vento e persino la neve. Io poi amavo i vecchi campi dell’Alassina, con il pubblico quasi a contatto con i giocatori… Emotivamente più coinvolgente, anche se le partite al Palasport hanno favorito gli spettatori”. Dal primo successo, quello del 1970 sotto le insegne della Rivodorese, insieme a Benevene, Morelli e Selva, a quello del 2015 con la maglia della Ferriera insieme a Rossatto, Adorno e Maino, gli aneddoti si perdono.

Mario Suini sui campi del Palaravizza (2015)

PARTICOLARI – L’età ahimè – dice Suini – mi impedisce di ricordare tutto. A livello di emozioni particolari, metto anzitutto l’ultima vittoria, perché ho giocato per due giorni senza quasi mai sbagliare, ottenuta a settantuno anni e con una quadretta non considerata fra le favorite. Ma a tutti i successi ci si sente particolarmente legati, per un motivo o per l’altro. È più facile portarsi appresso gli echi delle sconfitte, specie quelle subite in finale che ti lasciano un po’ di amaro in bocca. E di finali perse ne annovero quattro. Ricordo quella del ’98, l’edizione in cui si tornò al numero di iscrizioni libero. Con la quadretta della Ferrero, insieme a Ballabene, Caudera e Repetto, perdemmo da Aghem, Fassone, Poratelli e Grimaldi, che giocavano per il Dlf Asti, al termine di una partita assai combattuta. Finimmo alle 3 di notte. Faceva un freddo cane. La quadretta più forte? Penso in assoluto a quella con Bruzzone, Ballabene e Perras, anche se le precedenti avevano ruoli più omogenei”. SuperMario era pronto per la sua nuova avventura alassina. “Sì, quella dei nonni mitici, come lo scorso anno, con Bruzzone, Macario e Notti. 300 anni in quattro…” e 17 titoli mondiali, 12 europei e 49 italiani.

M.T.

Targa Revival 2019, Mario Suini e altre tre grandi firme delle bocce: da sinistra, Giancarlo Selva, Aldo Macario e Piero Amerio.

Suini (primo da sinistra) e la sua quadretta sul gradino più alto
del podio della Targa d’oro 2015

curriculum completo (a cura della redazione di Bocceinvolo.it)

Leggi l’articolo su Gazzetta.it e Federbocce.it

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